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Nato a Rimini il 18 giugno 1890, Piantoni giovanissimo frequentò il Conservatorio musicale di Pesaro, ove ebbe come docente Pietro Mascagni. Trasferitosi successivamente a Bologna, presso la locale “Accademia Filarmonica” si diplomò come “Maestro compositore e Direttore d’Orchestra” e conseguì anche diplomi in “Composizione, Pianoforte ed Organo”. (Gli originali fanno parte della dotazione archivistica dell'Associazione Culturale Musicale a Lui intitolata). Scoppiata la Prima grande guerra mondiale, il giovane musicista prestò il Servizio militare, come sottotenente, in zona di guerra, pur continuando a coltivare la sua arte. Compose in quegli anni un “Inno a Gorizia”, per canto e pianoforte dedicandolo al generale Luigi Cadorna (1916) e successivamente (1918) una Marcia sinfonica: “Sul Montello”, in onore del trionfante Generale Armando Diaz. Terminata la grande Guerra, Piantoni, a Soleto, dà inizio alla sua lunga stagione pugliese, umana ed artistica: nella cittadina salentina, infatti, si sposa ed esordisce come Direttore d’orchestra dirigendo la locale Banda musicale . Dopo un biennio trascorso in Campania (1923-1925), ove dirige il Concerto bandistico di Frattamaggiore, Piantoni ritorna definitivamente in Puglia, a Conversano, per dirigere lo Storico Gran Concerto Bandistico della Città dei Conti e qui stabilisce anche la sua residenza: unica parentesi artistica sarà

Piantoni

Giuseppe Piantoni

quella che vivrà, dal 1929 al 1934 come Direttore della banda musicale di Castellana Grotte; parentesi che gli varrà notevoli riconoscimenti professionali per i successi ottenuti con il Concerto bandistico da lui diretto in Concorsi di rilevanza italiana: a Bologna, Perugia, Torino e Palermo. È di questi anni anche la composizione e messa in scena, al teatro Piccinni di Bari, del suo primo melodramma: “Il Tizianello” (1932). Piantoni tornerà,

definitivamente, nel 1934 nella ormai sua città, per dirigere lo storico Concerto bandistico conversanese, che era stato diretto dai maestri e concertatori Pietro Marincola (1929-1932) e Giovanni Orsomando (1933). Il Maestro riminese comporrà in questi lunghi anni conversanesi altre 4 opere liriche subito, però, ridotte in versioni per banda: “L’Amore che torna”, “Canto d’Amore”, “Il Gran Topazio”, e quella che è probabilmente la sua composizione capolavoro: “I Mietitori”, ricca di pagine musicali degne del miglior imperante verismo; inoltre riduzioni per Banda dei grandi melodrammi dell’800 italiano ed europeo; originali composizioni per “Complessi da camera” e musiche per Canto e pianoforte; soprattutto le sue Marce, prezioso patrimonio artistico della pluricentenaria cultura bandistica pugliese ed italiana; fra esse: le “Leccesina”, “Medea” e “Vita Pugliese”, grande affresco elegiaco, quest’ultimo, della terra della Puglia. Sono un interessante prodotto (in totale circa 100 composizioni musicali) della notevole ispirazione dell’arte di Giuseppe Piantoni. Il Maestro morrà a Conversano sessantenne, il 29 gennaio del 1950.